Lombardia

                                                                                                                              
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TRATTAZIONE SULLa storia LOMBARDA:

In Ordine Cronologico, dai tempi più remoti fino ad oggi:

PREISTORIA

Già interessanti dimostrazioni di originalità ci pervengono dalla Val Camonica, nelle zone tra Brescia e Sondrio, tramite incisioni rupestri uniche al mondo, databili qualche millennio prima di Cristo. scene di caccia rituali scolpite nella pietra ci mostrano le attività dei nostri antenati.

 

I PRIMI CELTI

(Dal VII al V sec. a.C )  Un' altrettanto originale cultura posteriore indubbiamente celtica detta di "Civiltà di Golasecca"(Varese) lascia testimonianza della sua esistenza in tutta la Lombardia, fondendo con maestria vasi di rame e commerciando con gli Etruschi

                

        Tomba a inumazione della civiltà  Golasecchiana                           Miniature di guerrieri Galli                             "Scrofa Semi-lanuta" simbolo gallico di Milano

 IL MITO GALLICO

(IV-III sec a.C ) I Celti Galli, dispiegandosi dal Reno e dalla Francia  giungono in Lombardia, probabilmente ricongiungendosi con i parenti Celti Golasecchiani. I principali stanziamenti saranno "Mehdelan" (Milano) a ovest, capitale del regno dei "Galli Insubri"; il dominio dell'est spetterà invece all'attuale Brescia , capitale "dei Galli Cenomani". attorno al 400 tali popoli scenderanno lungo tutta la penisola razziandola e saccheggiando Roma, guidati da Brenno.

 LOMBARDIA GALLOROMANA

 (Dal II sec a.C) I Romani,diventati più forti e militarizzati nel corso di due secoli si insediano, combattono e vincono spesso. Gli antichi centri celtici diventeranno nel migliore dei casi "Colonie" romane,come Mediolanum (Milano) e Brixia (Brescia) e ne verrà sviluppato l'urbanesimo. Gli abitanti pur imbevendosi di cultura romanizzata, non perderanno mai del tutto la propria identità originaria, mai potendosi definire "mediterranei".

Il "Galata Morente" (Guerriero Gallico)

MILANO CAPITALE DELLL'IMPERO D'OCCIDENTE

(288-402 d.C) La Lombardia torna alla ribalta con Milano capitale dell'Impero Romano d'Occidente: Qui risiedono gli imperatori e vengono eretti molti templi e monumenti il tutta la regione (Milano, Brescia, Desenzano), così si affinano le arti. Viene promulgato l'editto di tolleranza della religione Cristiana nel 313 sempre a Milano, e il territorio corrispondente all'attuale Lombardia viene amministrata con prestigio dal Vescovo Ambrogio (e in futuro dai suoi successori).

Sant'Ambrogio patrono di Milano e Padre della Chiesa

Costantino Imperatore

 L'ALTO MEDIOEVO

(476-1000 d.C) D'ora (data simbolica) in poi l'Impero cessa di esistere...dopo un primo periodo di barbarie, i popoli Germanici si insediano in Lombardia imparando molto dagli sconfitti romani ma mai rinunciando alla propria identità....prima gli Ostrogoti di re Teodorico (IV-V sec), poi i Longobardi (VI_VIII) per 2 secoli lasciano un'impronta indelebile nel nostro sangue e nella nostra cultura. I Longobardi sono poi a loro volta sconfitti dai Franchi (IX sec): nonostante la grande forza, questo nuovo popolo non riesce a dominare in Lombardia, schiacciato com'è dallo strapotere politico dei "Vescovi-conti" locali, spesso di nobile sangue Longobardo, rispettati e riveriti. IL dominio sul proprio territorio rimane tale anche con la calata degli Ottoni (Sassoni tedeschi) e fino agli inizi del 1000, quando "Ariberto d'Intimiano", ultimo vescovo-conte e degno successore di Ambrogio, dà un duro colpo all'ingerenza straniera e rende la Lombardia sempre più moderna e produttiva, nonchè importante centro di culto ( nel medioevo questi elementi erano tutti legati tra loro). Ariberto è tra l'altro inventore del "Carroccio" , usato in seguito come simbolo della libertà comunale.

La Corona Ferrea o "corona del Ferro"

I COMUNI

(1100-1200 d.C) è la leggendaria età dei "Liberi Comuni", che trasgredendo alla formalità per cui sono tutti soggiogati al potere del Sacro Romano Impero Germanico, le città del Nord Italia si arrogano il diritto di commerciare, battere moneta e diventare centri completamente autonomi e indipendenti dal potere centrale, tramite un'organizzazione della vita politica di tipo popolare e quasi democratico. In seguito a dolorose umiliazioni, nel 1176 la "Lega Lombarda"costituita dalle principali città della Lombardia ma non solo, infligge un colpo mortale all'esercito del temibile Imperatore Barbarossa, ma in seguito anche il nipote Federico II conoscerà la sconfitta per mano dei Liberi Comuni.

Alberto da Giussano, eroe della libertà

 LE SIGNORIE

(1280-1450) il Comune si estingue, diventa ormai un utopia. Nuova forma di Governo è caratterizzata dalla "Signoria": il potere è detenuto da nobili o ex capitani di ventura che si assumono il controllo su una o più città. In Lombardia il potere sarà detenuto per molto e molto tempo dai Visconti, signori di Milano, fino al 1450. I Visconti costruiscono numerosi castelli stupendi, intrattengono contatti soprattutto con l'Europa centrale e dominano anche buona parte d'Italia. L'egemonia Viscontea ha culmine attorno al 1380, quando il celeberrimo Gian Galeazzo estenderà i proprio possedimenti in quasi tutto il nord italiano e  fino al'Italia centrale inoltrata, prima che la peste lo stronchi.

Giangaleazzo Visconti, il duca dei duchi

 I DUCATI

(1450-1525) IL casato Visconteo si estingue in parte e il dominio sulla Lombardia e territori circostanti passa nelle mani del più grande condottiero Italiano di tutti i tempi Francesco Sforza, e alla sua Dinastia, quella "Sforzesca". IL ducato diventa ancora una volta invincibile e splendido, con Leonardo e Bramante che risiedono alla Corte di Milano e progettano per celeberrime opere in tutta la regione  e non solo. al tempo stesso Bergamo e Brescia conoscono 1 altro tipo di storia: una volta strappate ai Milanesi soprattutto grazie alle gesta di "Bartolomeo Colleoni" capitano di ventura, passano quasi definitivamente sotto il saggio controllo di Venezia, la Serenissima.

 

                 

                     Leonardo da Vinci                                                         IL duca Francesco Sforza

LA PIAGA SPAGNOLA

(1525-1730) La Lombardia conosce un declino produttivo e spirituale come mai ne aveva conosciuti nella sua storia precedente. IL ducato capitola malamente con Ludovico il Moro, e dopo un breve ma felice intermezzo di dominazione Francese, gli Spagnoli deturperanno la Regione, sfruttandola come una gallina dalle uova d'oro, con 1 amministrazione asfittica e improduttiva gestita da nobili naturalmente Spagnoli, di rara arroganza e comune inettitudine. Periodo di povertà, periodo di carestia e pestilenza. Ma la Lombardia saprà sempre farsi riconoscere per virtù, tramite l'operato di San Carlo Borromeo prima (1550-80) e del cugino Federico poi (1610-30): creazione di un degno circolo culturale ambrosiano e lombardo, lotta alla peste, opere di carità , erezione o proseguimento di grandi cantieri edilizi da tramandare ai posteri.

    

San Carlo Borromeo e suo cugino Federico Borromeo

L'ILLUMINISMO

(1740-1790) Maria Teresa d'Austria e del figlio Giuseppe cancellano ciò che gli spagnoli avevano lordato e rendono Milano seconda capitale dell'impero Asburgico: il contado e le città Lombarde rifioriscono, anzi fervono. La Lombardia torna ad essere un esempio per tutti, sia per quanto riguarda la scuola d'architettura neoclassica, sia per il circolo culturale Ambrosiano dei fratelli Verri, Beccaria e Parini, che danno il via all'Illuminismo Europeo". Centri religiosi di ogni tipo vengono chiusi, e le loro ricchezze usate per il bene comune della cittadinanza.

Pietro Verri, studioso,  pensatore e politico

       

Giuseppe Permarini, regio Architetto Asburgico

LA CISALPINA E REGNO  D'ITALIA

(1796-1814) L'incontro tra la Lombardia e Napoleone nasce sotto una buona stella. Le fortune conosciute sotto gli austriaci hanno seguito, e la Lombardia guidata da Milano diventa sempre più opulenta bella e signorile. Napoleone invece rappresenta una rovina per i territori annessi a Venezia, ceduti definitivamente agli Austriaci.

Napoleone Bonaparte

IL RISORGIMENTO

(1815-58) si tratta di 1 altro periodo turbolento, tanto cupo quanto eroico per la Lombardia. Caduto in disgrazia Napoleone, i brandelli del Ducato tornano in mano a degli austriaci non più disposti a governare con la stessa apertura d'un tempo, anzi col pugno di ferro. Dopo 2 decenni caratterizzati dalla Carboneria e dai moti insurrezionali, dalle ideologie poco felici di Mazzini e da quelle più ponderate di Carlo Cattaneo, la Lombardia , trascinata dall'eco delle 5 Giornate di Milano (1848) si ribella 1 po' dovunque, trovando gli austriaci in difficoltà e l'arrivo prima timido e poi imperioso dei Savoia.

Carlo Cattaneo, studioso,  pensatore e politico

 

Le Cinque Giornate di Milano

UNITA D'ITALIA

(1859-1900) Ormai il malaugurato e assemblato Regno d'Italia è vicino. Gli inciuci espansionistici tra i sempre infidi Savoia e il confusionario Napoleone III consegnano ai francesi una carneficina  (S.Martino, Solferino), primo sintomo di una disfatta imminente in patria, e in definitiva la Lombardia passa al Regno d'Italia con stravaganti episodi. Sarà poi il turno dell'annessione del Veneto, ma solo con  gentil concessione da parte  dei Prussiani,che cedono alle inique pretese dei Savoia che nel durante avevano perso tutti i possibili scontri bellici contro gli Austriaci. Quello che può essere chiamato dono immeritato ( ai Savoia e all'Italia) è stato un miracolo possibile un po' per correttezza teutonica e un po' per quello spirito di sprezzante compassione nei confronti degli Italiani, luogo comune in buona parte fondato,che d'ora in poi diventerà una convinzione indelebile nei confronti di tutti gli abitanti dello Stato Italiano. Questo senso di "non essere mai all'altezza della situazione" soprattutto" Europea si acuisce con le "Italiche Gesta Belliche" del primo e soprattutto del secondo conflitto: l'amministrazione di stampo obsoleto,spompata e tronfia di ideologie filo-Russe da una parte  e democristiane dall'altra faranno da requiem a un'Italia mai nata, se non sulle cartine geografiche e nelle idee dei romantici ottocenteschi: Un'Italia quindi attualmente ancora spezzata, sia politicamente, tra guelfi e ghibellini dell'epoca moderna, sia territorialmente: si tratta di un chiaro riferimento alla relazione tra  nord  sud del Paese, che continua a (non) reggere sugli stessi presupposti: Un rapporto che è più che altro una malattia endemica: per il nord una forte anemia, per il sud un testamento già  firmato in tempi remoti.

Giuseppe Verdi

Alessandro Manzoni

UN BALZO DAL 1900 AL 2000

E' un periodo molto convulso: La Lombardia diventa polmone economico d'Italia, ma anche prima capitale morale, poi città dei giornali e del benessere, dando il via alla "belle epoque" in Italia insieme a poche altre regioni. Si rinforza una laboriosa e ricca borghesia e il volto delle città Lombarde si modernizza.Per tuttto il secolo le avanguardie artistiche fioriranno qui.

Con le due guerre viene vissuto un periodo altalenante. il Fascismo nasce a Milano (comizi di piazza S.Sepolcro) tramonta a Salò e si spegne sempre a Milano ( Piazzale Loreto). I devastanti bombardamenti degli "Alleati" devastano Milano e la regione. Migliaia di persone "sfollano". Infrastrutture e monumenti vengono danneggiati irreparabilmente.

La politica principale degli anni seguenti avrà sempre fino ad oggi Milano come nucleo principale: dalle lotte operaie degli anni '70 a Tangentopoli, dai nuovi leader politici ai problemi della borghesia del nuovo millennio. Milano sede della Borsa, città della moda, degli affari, delle banche,dell'eleganza e delle ultime novità, riscopre se stessa rinnovando anche le proprie ricchissime collezioni museali e i gli spazi urbani detti "aree dismesse" sono soggette ad ampi piani regolatori che aspettano brillanti risoluzioni future.

Se le radici sono sempre state eccezionali,come nel caso della regione Lombarda, allora l'albero cresce sempre più frondoso e  forzuto, dopo ben 2400 anni dalla sua semina.

Benito Mussolini

 Boccioni "Forme Uniche della Continuità nello Spazio"

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